lunedì 3 giugno 2019

L’11 MARZO EVENTO FINALE DEL PREMIO “IMPRESA ETICA” 2018

L’11 MARZO EVENTO FINALE DEL PREMIO “IMPRESA ETICA” 2018

Sabato 10 e domenica 11 marzo  2018 Asti ospiterà la cerimonia finale del Premio nazionale “Impresa Etica” promosso dall’Associazione San Giuseppe Imprenditore; per la prima volta in Italia un riconoscimento dedicato all’imprenditorialità etica sarà assegnato alla duplice componente che determina il successo di un’impresa: il titolare e i suoi collaboratori


ASTI – Dal Telefono Arancione, che aiuta e sostiene gli imprenditori in grave difficoltà, al premio nazionale che valorizza le buone prassi imprenditoriali ispirate a principi etici e al magistero sociale della Chiesa cattolica: l’Associazione San Giuseppe Imprenditore porta a sintesi la propria missione sociale con l’evento conclusivo della prima edizione del Premio “Impresa Etica”, in programma ad Asti sabato 10 e domenica 11 marzo presso il Santuario di san Giuseppe e la Casa degli Oblati di corso Vittorio Alfieri 384, alla presenza del vescovo monsignor Francesco Ravinale e delle istituzioni cittadine.
«La realtà socio-economica italiana vive ancora su una notevole presenza dell’imprenditoria di impronta familiare, che spesso vanta una lunga storia e si tramanda da più generazioni. Il premio annuale, promosso dall’ASGI – Associazione San Giuseppe Imprenditore in collaborazione con Avvenire e Fondazione Cattolica Assicurazioni, vuole rappresentare il riconoscimento formale dell’impegno quotidiano di questa significativa realtà imprenditoriale, individuando coloro che si sono distinti con successo nella propria attività, riuscendo al contempo a perseguire i più alti standard etici e i valori della responsabilità sociale», spiega Lorenzo Orsenigo, fondatore e presidente dell’ASGI.

Per la prima volta in Italia un riconoscimento dedicato all’imprenditorialità etica viene assegnato alla
duplice componente – l’imprenditore e i suoi collaboratori – che unita determina il successo duraturo e
costante nel tempo di un’azienda: «E’ un premio per gli imprenditori di ogni categoria, settore e
dimensione che si distinguono nel coniugare i principi etici dell’imprenditorialità – creatività, onestà, buona fede e buona fama, efficienza e assunzione prudente del rischio – nella gestione dell’impresa e nel condividere con i collaboratori e i dipendenti l’impronta significativa nel territorio; e per le maestranze che si distinguono per senso di appartenenza, collaborazione, dedizione e laboriosità», aggiunge il professor Oreste Bazzichi, docente di sociologia economica presso la Pontificia Facoltà san Bonaventura-Seraphicum e presidente della giuria che ha selezionato e valutato le imprese candidate.
L’evento finale prevede il seguente programma: sabato 10 marzo (ore 17) convegno sul tema “Non c’è
buona economia senza buoni imprenditori”, presso l’Auditorium degli Oblati, con interventi di padre Luigi Testa, Renato Erminio Goria, Francesco Scalfari, Paolo Ruscalla, Oreste Bazzichi e Lorenzo Orsenigo; in serata (ore 21) serata musicale con gli Evergreens. Domenica 11 marzo (ore 10) processione dalla Chiesa di San Martino verso il Santuario di San Giuseppe, Santa Messa (ore 10,30) presieduta dal vescovo di Asti mons. Francesco Ravinale, seguita dalla cerimonia di consegna dei premi “Impresa Etica” (ore 11,30) e dal pranzo ufficiale presso la scuola alberghiera “Afp Colline Astigiane” (ore 12,45).

giovedì 30 maggio 2019

L’acquaponica, ecco cos’è e come funziona




Risultati immagini per agricoltura con vasca di pesci

Risparmio idrico: l’acquaponica utilizza circa il 90% di acqua in meno rispetto a quella utilizzata nell’agricoltura tradizionale
Spazi contenuti: Poiché le piante non necessitano di terreno, l’acquaponica permette colture intensive in spazi relativamente limitati
Nessun uso di pesticidi e fitofarmaci: l’acquaponica non ne prevede l’uso. Al fine di evitare problemi di tossicità per pesci e piante, in acquaponica viene utilizzata la lotta biologica per tenere sotto controllo eventuali parassiti. Inoltre si cerca di isolare il meglio possibile il sistema di produzione dall’ambiente circostante in modo da limitare l’ingresso di insetti nocivi e agenti patogeni
Nessun uso di fertilizzanti: i nutrienti per le piante vengono forniti dall’allevamento del pesce
Controllo emissioni: non vi è bisogno dell’impiego di mezzi agricoli con conseguente minor consumo di combustibili fossili.

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Quali sono i limiti dell’acquaponica?

I principali limiti dell’acquaponica riguardano due aspetti fondamentali: la complessità del sistema di produzione e la sua sostenibilità economica. Essendo un sistema di produzione integrata, l’acquaponica richiede competenze da parte dell’agricoltore/allevatore sia per quanto riguarda la coltivazione di specie vegetali sia nell’ambito dell’allevamento ittico.

Dal punto di vista economico, l’acquaponica è in grado di generare un duplice profitto per chi la pratica con l’immissione sul mercato di due tipologie di prodotti differenti (vegetali e pesci). Per contro, la necessità di allocare questi sistemi all’interno di serre o strutture protette e di condizionare la temperatura al fine di garantire una produzione costante durante l’anno, fanno aumentare i costi di produzione. Ma al momento questo è il prezzo che il consumatore deve abituarsi a pagare per un prodotto realmente sostenibile.

L’acquaponica è una tecnica di agricoltura biologica?
È notizia di pochi mesi fa: in America l’acquaponica è entrata a fare parte delle tecniche di produzione biologiche. Al contrario, in Europa e quindi in Italia, vi è un vuoto normativo al momento riguardo l’acquaponica, e pertanto, al momento, pur condividendo tutti i principi della produzione bio, un prodotto acquaponico non può fregiarsi dell’etichetta “biologico”. Tuttavia, questo vuoto normativo verrà probabilmente presto colmato, visto l’enorme interesse che l’Unione Europea ha mostrato nei confronti di questa tecnica di agricoltura, testimoniato anche dal finanziamento e dalla promozione di numerosi progetti al riguardo.
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L’acquaponica è diffusa in Italia?
In questi ultimi anni, grossi impianti produttivi sono stati costruiti in nazioni come Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda e le pratiche acquaponiche stanno attirando l’interesse di università e aziende di tutto il mondo. A livello europeo, le prime realtà effettivamente produttive di acquaponica sono nate in questi ultimi anni in Olanda (es. UF002), Inghilterra (es. Bioaqua Farm, Growup Urban Farm) e Islanda (es. Akur Farm). Per contro, in Italia sono stati finora realizzati solo alcuni piccoli impianti sperimentali, anche se è ragionevole pensare che nel prossimo futuro, anche a livello nazionale, importanti investimenti verranno fatti in questo campo.



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Sirenetta esiste davvero..?


Esistono le sirenette si oppure no..?
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