giovedì 30 maggio 2019

L’acquaponica, ecco cos’è e come funziona




Risultati immagini per agricoltura con vasca di pesci

Risparmio idrico: l’acquaponica utilizza circa il 90% di acqua in meno rispetto a quella utilizzata nell’agricoltura tradizionale
Spazi contenuti: Poiché le piante non necessitano di terreno, l’acquaponica permette colture intensive in spazi relativamente limitati
Nessun uso di pesticidi e fitofarmaci: l’acquaponica non ne prevede l’uso. Al fine di evitare problemi di tossicità per pesci e piante, in acquaponica viene utilizzata la lotta biologica per tenere sotto controllo eventuali parassiti. Inoltre si cerca di isolare il meglio possibile il sistema di produzione dall’ambiente circostante in modo da limitare l’ingresso di insetti nocivi e agenti patogeni
Nessun uso di fertilizzanti: i nutrienti per le piante vengono forniti dall’allevamento del pesce
Controllo emissioni: non vi è bisogno dell’impiego di mezzi agricoli con conseguente minor consumo di combustibili fossili.

Risultati immagini per agricoltura con vasca di pesci
Quali sono i limiti dell’acquaponica?

I principali limiti dell’acquaponica riguardano due aspetti fondamentali: la complessità del sistema di produzione e la sua sostenibilità economica. Essendo un sistema di produzione integrata, l’acquaponica richiede competenze da parte dell’agricoltore/allevatore sia per quanto riguarda la coltivazione di specie vegetali sia nell’ambito dell’allevamento ittico.

Dal punto di vista economico, l’acquaponica è in grado di generare un duplice profitto per chi la pratica con l’immissione sul mercato di due tipologie di prodotti differenti (vegetali e pesci). Per contro, la necessità di allocare questi sistemi all’interno di serre o strutture protette e di condizionare la temperatura al fine di garantire una produzione costante durante l’anno, fanno aumentare i costi di produzione. Ma al momento questo è il prezzo che il consumatore deve abituarsi a pagare per un prodotto realmente sostenibile.

L’acquaponica è una tecnica di agricoltura biologica?
È notizia di pochi mesi fa: in America l’acquaponica è entrata a fare parte delle tecniche di produzione biologiche. Al contrario, in Europa e quindi in Italia, vi è un vuoto normativo al momento riguardo l’acquaponica, e pertanto, al momento, pur condividendo tutti i principi della produzione bio, un prodotto acquaponico non può fregiarsi dell’etichetta “biologico”. Tuttavia, questo vuoto normativo verrà probabilmente presto colmato, visto l’enorme interesse che l’Unione Europea ha mostrato nei confronti di questa tecnica di agricoltura, testimoniato anche dal finanziamento e dalla promozione di numerosi progetti al riguardo.
Risultati immagini per agricoltura con vasca di pesci

L’acquaponica è diffusa in Italia?
In questi ultimi anni, grossi impianti produttivi sono stati costruiti in nazioni come Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda e le pratiche acquaponiche stanno attirando l’interesse di università e aziende di tutto il mondo. A livello europeo, le prime realtà effettivamente produttive di acquaponica sono nate in questi ultimi anni in Olanda (es. UF002), Inghilterra (es. Bioaqua Farm, Growup Urban Farm) e Islanda (es. Akur Farm). Per contro, in Italia sono stati finora realizzati solo alcuni piccoli impianti sperimentali, anche se è ragionevole pensare che nel prossimo futuro, anche a livello nazionale, importanti investimenti verranno fatti in questo campo.



.

Nessun commento:

Posta un commento